Arresti e sequestri per il "Racket del Cemento", il plauso del coordinatore De Scisciolo

sicurezza sul lavoroPiù di 60 arresti, tra cui alcune donne, e sequestro di un patrimonio che ammonterebbe a svariati milioni di euro, costituito da conti correnti, immobili e società per quello che è stato definito il “racket del cemento”.
Questo il frutto dell’operazione denominata “Pilastro, condotta dai Carabinieri del Reparto Operativo di Bari che ha colpito duramente il cuore del clan mafioso barese Di Cosola.

Il provvedimento cautelare è a firma del gip del Tribunale di Bari, che ha accolto le richieste della Dda. L’inchiesta ha ricostruito anni di egemonia e dominio del clan in settori vitali dell’economia del territorio: una fitta rete di attività illecite che partendo dal settore edile si diramava in quello della droga, fino a controllare il mercato delle slot machine e dei videopoker. È, però, il settore edile a costituire il fulcro dell’operazione: dalle intercettazioni emerge il sistema messo a punto dagli esponenti del clan che con chiare modalità estorsive proponevano e imponevano agli imprenditori edili l’acquisto di cemento a prezzi stracciati e di qualità scadente. Questo naturalmente, oltre a turbare il normale andamento del libero mercato, ha suscitato la preoccupazione di alcuni imprenditori sui rischi nell’utilizzo di un semilavorato di qualità nettamente inferiore rispetto a quello contrattato. Quella portata a termine si è rivelata un’operazione complessa e ad ampio respiro, capace di abbattere l’impero che il clan Di Cosola era riuscito a costruire, manipolando il libero andamento delle attività produttive ed economiche del barese e non. Per questo il coordinatore regionale del PON Sicurezza, Renato de Scisciolo, cui si aggiunge la presidente della neonata Associazione Antiracket di Bari, Giuseppina Lacarbonara, non può che congratularsi con le Forze dell’Ordine e la Procura di Bari per il prezioso lavoro svolto. Un risultato tangibile di cui non si può che essere pienamente soddisfatti, ma soprattutto un incoraggiamento che intensifica e rende più incisivo il lavoro svolto dalle associazioni che non smetteranno mai di rinnovare il proprio invito alla denuncia, di tenere sempre viva la fede nella giustizia.

Ultima modifica il Lunedì, 04 Maggio 2015 19:12
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