Pina Lacarbonara - Presidente dell'Associazione Antiracket Bari

Buongiorno a tutti.
per prima cosa vorrei ringraziare tutti voi, le istituzioni tutte, gli imprenditori e i rappresentati delle associazioni antiracket presenti quest’oggi per questo evento davvero speciale e spero anche utile.

sono Giuseppina Lacarbonara, commerciante barese, titolare di un negozio, che fino a 5 anni fa pur riconoscendo l’usura e l’estorsione come un grave problema sociale, lo consideravo comunque lontanissimo dalla mia realtà quotidiana di donna onesta, lavoratrice, moglie e madre stanca ma felice.

Un triste giorno, però, si presentò nel mio negozio una persona appartenente alla cosca più pericolosa del mio quartiere che senza mezzi termini mi chiese del denaro da consegnare mensilmente in cambio della sicurezza della mia famiglia e della mia attività.

Fui assalita dalla paura, dalla rabbia e dalla preoccupazione cercavo di rimanere calma e capire cosa potessi fare. dovevo tutelare la mia famiglia e il mio negozio, che mi era costato sacrifici, perciò decisi di pagare, sperando di comprare cosi almeno la protezione per i miei figli ma cosi non fu!

La mia ansia e la mia disperazione non diminuivano col passar del tempo e nemmeno le loro richieste che aumentavano sempre di più, prosciugai tutti i risparmi di una vita e mi riempii di debiti per far fronte a quella drammatica situazione.
Ormai avevo capito che non si sarebbero fermati e che il loro obiettivo era quello di impossessarsi della mia attività.

Sola e terrorizzata non vedevo via d'uscita, fino a quando per necessità e obbligata fiducia, mi rivolsi all' associazione antiracket di Molfetta.
Fui accolta dal sig. Renato de Scisciolo che pian piano mi tranquillizzò, mi rassicurò e mi mostrò un nuovo e più sereno futuro, indicandomi l' unica e sola strada possibile, anche se stretta e tortuosa: DENUNCIARE.

Tale denuncia innescò un procedimento giudiziario che porto all' arresto dell'estorsore e alla fine dell'incubo chiamato PIZZO. Tutto questo, in seguito, mi ha permesso di poter accedere al Fondo di Solidarietà delle Vittime di usura ed estorsione che da diritto ad un riconoscimento economico per poter rientrare nel mondo del lavoro.

Certo, come la mia storia, ce ne sono tante e la maggior parte nascoste. Ma oggi, con il privilegio che mi è stato dato , in qualità di presidente della associazione antiracket di Bari, per volere dei miei colleghi e soci, mi impegno insieme a loro a promuove in ogni sede e luogo l' esistenza e gli scopi dell'associazione, affinché tutti coloro che vivono nella paura, nello sconforto e sono vittime passive di una criminalità sempre più spietata, sappiano che non sono soli, anzi molto vicini al loro ci sono persone che comprendo perfettamente il loro stato, avendolo vissuto in prima persona e sono pronti ad accompagnarli, senza alcuna paura, in un percorso difficile ma protetto che col tempo ridarà loro dignità, nuova possibilità lavorativa e soprattutto la riconquista dell’ irrinunciabile libertà.
NOI CI SIAMO!

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